Il raggaman promette "niente omofobia" ma arci gay protesta

11/05/2007, FULVIO PALOSCIA



Alla Flog il discusso idolo giamaicano. La direzione: "Stop al set se non mantiene la parola data"

Il concerto a Torino dell'8 maggio è stato annullato. Lo stesso quello di Bologna, ieri. Stasera invece, alla Flog (v. Mercati, ore 22, 15 euro) Capleton suonerà, sollevando il medesimo polverone suscitato dalla sua esibizione, due anni fa, al Metarock di Pisa. Le proteste di Azione gay e lesbica non sono riuscite a bloccare il live fiorentino come invece hanno fatto analoghe associazioni italiane: sulla superstar del reggae, al secolo Clifton Bayley, in Giamaica un idolo paragonabile al nostro Vasco Rossi, pesa infatti l'accusa di omofobia. Lui si difende così: "Grazie alla mia spiritualità so che la vita è sacra e solo dio può darla e toglierla e questo deve essere chiaro per il resto del mondo: la mia musica non incita alla violenza contro gli esseri umani e contro nessun modo di vivere; è un peccato che alcuni miei testi siano stati incompresi o mal interpretati". Certe canzoni, però, parlano chiaro: "Voi dovreste sapere che Capleton brucia i gay / e lo stesso fuoco lo riserva alle lesbiche / dillo, io brucerò tutto finché saprò che c'è un gay / tutti i gay e i sodomiti dovrebbero essere ammazzati" canta in Give Har, "sodomiti e gay io gli sparo" in Whoa!. Ogni suo tour finisce per avere più buchi del gruviera: non è bastato, da parte dei promoter europei (compresa la romana Tour de Force, che porta il cantante in Italia) e OutRage (organizzazione inglese che si batte per i diritti dei gay), far firmare a Capleton un accordo in cui s'impegna a escludere dai concerti le canzoni omofobe. E proprio a questo patto si appella Enrico Romero, direttore della Flog, invocando anche ragioni contrattuali: "Ci sono clausole già sottoscritte che provocherebbero complesse rivalse legali in caso di rescissione unilaterale, senza contare i problemi di ordine pubblico, visti i fan in arrivo da mezza Italia. Noi - prosegue Romero, che s'impegna a non ospitare mai più artisti o gruppi omofobi - vogliamo credere alla buona fede, all'onestà delle ultime dichiarazioni e degli impegni presi da Capleton, ma teniamo a sottolineare che non accetteremo in alcun modo che possano esserci equivoci e problemi in tal senso. Nel caso l'artista venisse meno ai patti convenuti, il concerto verrà immediatamente sospeso e ci riserveremo di rivalerci su di lui nelle sedi competenti". Mentre Capleton sarà sul palco, stasera, fuori dalla Flog, Azione gay e lesbica - che proprio all'auditorium promuove affollatissime feste - organizza un sit in: "In Italia viviamo già quotidianamente le prediche, le pressioni, le ingerenze della chiesa cattolica e del Vaticano - scrive l'associazione in un documento - le loro continue invadenze e il loro infinito blaterare sulla famiglia tradizionale, sull'omosessualità, sull'aborto e sulle scelte delle donne. Viviamo giornalmente l'aggressività e il fondamentalismo di chi vuole imporre un ordine religioso, magari spacciato per ordine "naturale" o "biologico", ai comportamenti sessuali e ai modi di vivere delle persone". Mai come in Giamaica, dove l'omosessualità è punita dalla legge e i gay sono continuo oggetto di episodi violenti, condannati anche da Amnesty International.

11/05/2007 - Fonte: Repubblica, La / http://www.repubblica.it

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