CAPLETON E BEENIE MAN Urlano «froci al rogo» ma li premiano come star

28/04/2007, Michele Pompei



Scordatevi le tensioni mistiche di Bob Marley, i suoi afflati terzomondisti e i suoi inni all'amore universale: la musica giamaicana, quella legata alla cultura di strada dei rude boys di Kingston o Montego Bay, sa essere molto meno tenera di quella prodotta dal più famoso ambasciatore del reggae e del rastafarianesimo. Prendete Beenie Man (atteso al Link il prossimo 29 maggio), vera e propria potenza della dance music proveniente dall'isola caraibica.
Al di là dei suoi innegabili meriti musicali, mr. Moses Davis (questo è il suo vero nome) è un vero campione del machismo che impera in Giamaica: «Tek a Bazooka and kill batty-fucker» (Prendi un bazooka e uccidi i froci) è uno dei tanti versi dichiaratamente omofobici contenuti nel brano Roll Deep. Beenie Man è uno dei pochi giamaicani capaci di conquistare (era il 2001) un Grammy Award per l'album «Art & Life» e se non fosse stato comprensibilmente boicottato, avrebbe rischiato di aggiudicarsi anche l'MTV Award, arricchendo così il suo palma res. Anche Capleton, che l'Estragon avrebbe dovuto ospitare il 10 maggio, è un pezzo da novanta della scena dancehall reggae. Idolatrato in patria, come Beenie Man, è tenuto sotto stretta osservazione dalle organizzazioni per i diritti degli omosessuali e dalle autorità di diversi governi (Stati Uniti e Inghilterra compresi) per le sue liriche legate a un linguaggio violento e razzista, come accade nella non propriamente edificante canzone «Bun out di Chi chi (Brucia i froci)».
Il clamoroso successo del disco «Reign of fire» gli sarebbe probabilmente valso un Grammy, ma anche a lui è toccata la stessa sorte del collega Beenie Man. Ai loro andrebbero aggiunti i nomi di altri noti dj e performers come Sizzla («spara ai froci, la mia pistola fa boom» canta in Pump Up - alza il volume) o Elephant Man che, pur dichiarando che le sue canzoni invitano alla concordia, alla pace e alla felicità, è autore di versi come «Dance wi a dance and a bun out a freaky man» (Unisciti alla nostra danza, andiamo a bruciare i froci), parole che con la pace e la fratellanza sembrano avere decisamente poco a che fare.

28/04/2007 - Fonte: Il Corriere della sera - Bologna / http://www.corriere.it/

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