SOS Jamaica i casi:

Michael Gayle
Ragazzo portatore di handicap pestato a morte da soldati e poliziotti in un posto di blocco

Il 21 Agosto 1999, Michael Gayle, un ragazzo di 26 anni, sofferente di disturbi mentali si imbatte in un posto di blocco della polizia ed esercito. Alcuni minuti dopo Gayle viene picchiato al punto di morire 2 giorni dopo in seguito alle ferite riportate.

In base alla descrizione rilasciata da Gayle prima di morire sull'incidente accadutogli, racconta che la polizia lo invitò a non oltrepassare il posto di blocco stradale ma Gayle insistette nel proseguire il suo cammino. A questo punto la polizia e alcuni soldati lo attaccarono, colpendolo sulla schiena e picchiandolo con bastoni e manganelli.

La madre di Gayle, Jennie Cameron, arrivata sul posto poco dopo fu attaccata e insultata e le fu riferito di ringraziare gli autori del pestaggio nel non aver proseguito nel loro pestaggio:
"Gli dissi che mio figlio era malato, che era fuori di mente ma un poliziotto [un ufficiale] mi disse che stavo ostacolando la giustizia. Vidi Michael sanguinare dall'orecchio e la faccia e lo stavano picchiando su tutto il corpo. I Credo che avesse le costole rotte."
In accordo con quanto riferito dalla testimone Jennifer Young, un ufficiale poliziotto invitò Cameron ad andare alla stazione di polizia e testimoniare che lei vide suo figlio assalire il poliziotto stesso.

Dopo il pestaggio, Gayle fu arrestato con l'accusa di aver assalito un ufficiale e resistito all'arresto e fu detenuto all'Olympic Gardens Police Station dove fu rilasciato a breve dietro cauzione di 500 dollari giamaicani (approssimativamente 12 euro).

Amnesty International ha ricevuto rapporti dove si rileva che furono usate nel pestaggio armi non convenzionali e che non tutti i poliziotti presenti al momento del fatto riportavano la matricola di identificazione sull'uniforme la notte del 21 Agosto.

In seguito alla forti pressioni esercitate dalle associazioni umanitarie giamaicane per ottenere chiarezza e giustizia sull'accaduto ora il caso sta giungendo dinanzi alla Corte per essere giudicato.