SOS Jamaica La strage di Braeton 7 ragazzi uccisi (età media 17 anni) 14 marzo 2001, Kingston town, quartiere Braeton. Ore 05.00 am: 40 poliziotti del CMU (lo squadrone della morte di Reneto Adams) circondano una casa nel ghetto, obbligano un passante a bussare alla porta, tirano fuori 5 ragazzi, li picchiano selvaggiamente, li riportano all'interno della casa e sparano un colpo in testa ad ognuno. Vengono giustiziati anche l'uomo costretto a bussare ed un passante giunto in soccorso dopo aver udito grida d'aiuto.Alle 07.00 am esce la versione ufficiale della polizia: legittima difesa in uno scontro a fuoco; la polizia cercava il presunto responsabile dell'uccisione di un poliziotto in uno scontro precedente. Risultato: 7 ragazzi uccisi (3 al di sotto dei 18 anni), nessun poliziotto ferito. Testimoni oculari cui è stata garantita protezione, intesa come assistenza legale e morale, forniscono una versione decisamente differente. Raccontano di non aver assistito ad alcuno scontro a fuoco, di aver udito solamente le urla strazianti dei ragazzi che imploravano pietà e che chiedevano che fosse loro risparmiata la vita e poi, nel silenzio assoluto del mattino, i sette spari delle sette esecuzioni. Dalle testimonianze emerge anche che non sono state rispettate le normali procedure di polizia. Gli agenti hanno immediatamente rimosso i cadaveri senza deporli negli abituali sacchi, li hanno caricati su un proprio mezzo e portati direttamente al commissariato; sono stati sottratti i bossoli dei proiettili e cancellata ogni prova sul luogo del delitto. Nei giorni successivi gli abitanti del ghetto hanno ripetutamente ricevuto minacce dalla polizia che "invitava" al silenzio. Gli anatomopatologi incaricati delle autopsie si sono rifiutati di svolgerle se non sotto protezione. Amnesty International ha inviato un proprio medico dalla Danimarca il quale ha assistito da testimone alle sette autopsie. Successivamente il Gleaner,una delle più importanti testate giornalistiche del paese, per sette giorni ha pubblicato il risultato di ognuna delle autopsie evidenziando le percosse, le contusioni e l'indiscutibilità dell'esecuzione.
Difficile accettare la soluzione dello scandaloso processo per questa strage conclusosi al momento con un nulla di fatto. Nessun colpevole, nessun indagato. Il Coroner (il giudice) ha compiuto prepotenze continue nei confronti degli avvocati dell'accusa, dei testimoni e della giuria. C'è una richiesta di denuncia per la sua mancanza di obiettività ed arroganza e il processo potrebbe essere riaperto grazie anche alla caparbia presenza degli avvocati di Amnesty International giunti da Londra per seguire questo caso eclatante.
In occasione del 2° anniversario della strage di Braeton, importanti manifestazioni di protesta sono state indette dalle associazioni umanitarie giamaicane e Amnesty International per l'occasione ha presentato ufficialmente un dossier sul caso Braeton titolato 'Jamaica , the killing of the Braeton Seven - a justice system on trial' con importanti informazioni sullo sviluppo e la dinamica di questo evento. Dal dossier emergono clamorosamente tutte le omissioni commesse dagli organi investigativi e giudicanti che hanno impedito finora il raggiungimento della verità e della giustizia a due anni da questo triste evento, e le intenzioni degli organi preposti al raggiungimento di questo non sembrano affatto collaborare.
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